IL MONDO DI SOFIA

Il mondo di Sofia (Storia della filosofia)

Jostein Gaarder – Longanesi 1994

La protagonista è Sofia Amundsen, una ragazza norvegese di quindici anni che, tornando da scuola, trova nella cassetta della posta una misteriosa lettera con una sola domanda:

“Chi sei tu?”

Poco dopo ne arriva un’altra:

“Da dove viene il mondo?”

E’ per Sofia l’inizio di un viaggio straordinario.

Le lettere sono inviate dal misterioso Alberto Knox, che si rivela essere un filosofo il cui obiettivo è di far conoscere a Sofia la filosofia.

Attraverso lettere, incontri inaspettati con Albert, Sofia apprende le idee dei più grandi pensatori: da Talete e Socrate a Kant, Hegel, Marx etc. e impara a interrogarsi sul senso dell’esistenza, sulla libertà, sulla conoscenza e sulla realtà stessa.

Mano a mano che il racconto procede Sofia e Alberto avvertono qualcosa di strano: forse la loro realtà non è reale! Si rendono conto che sono ‘solo’ i personaggi principali di un libro scritto da Albert King, un maggiore dell’esercito, per la figlia Hilde,come regalo di compleanno, che lo sta leggendo.

La vicenda assume un tono metanarrativo e filosofico dove Sofia, consapevole del proprio stato di creatura immaginaria, cerca un modo per “uscire dal libro” e conquistare la libertà.

‘Il mondo di Sofia’ è al contempo un romanzo di avventura intellettuale e una lezione di filosofia raccontata come una storia misteriosa. Alcuni considerano il libro una lettura per ragazzi, altri un buon punto di partenza per avvicinarsi alla filosofia grazie alla formula romanzo più insegnamento.

Lessi il libro moltissimi anni fa, quando uscì e, lo apprezzai moltissimo in quanto pone alla portata di chiunque abbia voglia di leggerlo temi importanti come l’identità, la conoscenza di sé e la realtà.

Mi colpì il dialogo tra Alberto e Sofia a proposito del pensiero di Hume. Mi colpì a tal punto che lo trascrissi con una nota introduttiva sul mio blog del tempo, ed è ancora questo scambio tra i due che ha riportato, nei mesi scorsi, il libro alla memoria. Mi pare infatti che ben descriva la logica che ha preso il sopravvento tra i potenti del mondo e forse non solo.

Hume era piuttosto critico verso il pensiero razionalista, in base al quale la ragione umana è in grado di discernere tra tra il bene e il male. Egli sosteneva che non fosse la ragione a guidare le azioni umane, bensì i sentimenti.

L’empatia che ci spinge ad aiutare e comprendere il nostro prossimo scaturisce dai sentimenti, non dalla ragione. Al contrario, negare aiuto e sostegno non è né razionale né irrazionale, ma è espressione di altri sentimenti pesanti e sotterranei quali l’odio, l’indifferenza, l’invidia. Hume riteneva che gli uomini provano sentimento per la buona o cattiva sorte altrui, che hanno la capacità di mostrare comprensione e simpatia, ma che nulla di tutto questo ha a che vedere con la ragione.

Trascrivo alcuni significativi passaggi del dialogo che esprimono il suo pensiero e ci portano al punto dove io vedo la sovrapposizione con il nostro presente.

Alberto: “Non è sempre così irragionevole eliminare qualcuno, se si desidera raggiungere qualcosa, può essere un modo molto efficace”.

Sofia: “No a questo mi oppongo”

“Allora potresti cercare di spiegarmi perché non si deve uccidere un essere umano importuno”.

“Anche l’altro essere umano ama la vita, per questo non bisogna ucciderlo”.

“Questa sarebbe una dimostrazione logica?”

“Non lo so”

“Quello che hai fatto è stato dedurre da una frase descrittiva, anche l’altro essere umano ama la vita, una frase normativa , per questo non bisogna ucciderlo. Da un punto di vista puramente logico questa è una assurdità. Allora potresti affermare: ” Ci sono molte persone che evadono il fisco, per cui lo dovrei fare anch’io”.

Hume sostenne che non si devono mai dedurre proposizioni con il verbo essere, proposizioni con il verbo dovere, cosa alquanto difficile anche per gli articoli di giornale, per i programmi di partito e per i dibattimenti parlamentari, Devo farti qualche esempio?”

Sofia: “si”

Alberto:

“…Ci sono sempre più persone che desiderano viaggiare in aereo, quindi si dovrebbero costruire più aeroporti. Ti sembra che questa conclusione possa tenere?” …..

…. “Abbiamo quindi messo in chiaro che non possiamo mostrare con la ragione come ci si deve comportare. Agire in modo responsabile non significa potenziare e affinare la ragione, ma potenziare e affinare i nostri sentimenti per il bene degli altri”.

“…..Forse è ancora più sgradevole mischiare le carte in tavola. Tu sai che i nazisti hanno assassinato milioni di ebrei. Diresti che qualcosa non funzionava nella mente di questi uomini o che qualche cosa non andava nella loro sfera emotiva ?”

Sofia: “Sicuramente avevano problemi di carattere emotivo”

“Molti di loro avevano menti assai lucide. Non è raro che dietro le decisioni più spietate e disumane, si celi un freddo calcolo. Dopo la guerra, numerosi nazisti furono condannati, ma non perché si fossero comportati in modo irragionevole, bensì perché erano stati crudeli…….”

“……Comunque non è necessario ricorrere agli esempi più grotteschi. Se a causa di una devastante inondazione, un popolo si ritrova in gravi difficoltà, sono i sentimenti che ci spingono a correre in suo aiuto. Se ne fossimo totalmente privi e affidassimo la decisione al freddo calcolo razionale, forse penseremmo che la morte di milioni di uomini cade a pennello in una zona del mondo sovrappopolata”…….

Nel primo commento riporto l’intero dialogo per chi lo volesse leggere.

Marziana Monfardini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *