Il sole di primavera illuminava le strade polverose di Gerusalemme, Maddalena le aveva percorse all’ora prima, per recarsi al sepolcro, lo aveva trovato vuoto, un angelo lo custodiva. “Gesù è risorto” le disse.
Col cuore colmo di gioia ritornò sui suoi passi chiedendosi come dare al mondo la lieta notizia. Giunta al villaggio vide un cesto ricolmo d’uova, ne prese una e con passo deciso si diresse al palazzo dell’Imperatore stringendolo al petto.
“L’uovo è fragile, ma racchiude un potente messaggio che vale più di mille parole” pensò.
Il Sovrano sedeva in trono nel suo sfarzoso palazzo circondato da servi, ministri, aristocratici e consiglieri. Il passo di lei si fece incerto mentre avanzava tra corridoi di marmo, pregiati arazzi e sontuosi arredi. Quando finalmente giunse al cospetto dell’Imperatore, dopo un deferente inchino, parlò con voce ferma:
“Tiberio, ti porto notizie che cambieranno il corso della storia e la tua visione del mondo”.
Scettico, ma incuriosito, lui socchiuse gli occhi e scrutò Maddalena che appoggiava un dono ai suoi piedi: un piccolo uovo di gallina, bianco.
“Quest’uovo è simbolo di vita, seppur chiuso e all’apparenza di poco conto, ha il potere della nascita; come il pulcino che rompe il guscio e sboccia alla vita, il nostro Maestro è risorto dalla morte, il suo sepolcro è vuoto.”
Alle parole di Maddalena un sorriso freddo e beffardo increspò le labbra del Sovrano, persuaso di trovarsi di fronte a una donna ingenua, forse, anche sciocca.
“Un uovo? Vita nuova? Favole per bambini!” Esclamò.
Maddalena lo guardò negli occhi e senza timore sostenne il suo sguardo:
“Guarda tu stesso, puoi vedere la verità con i tuoi stessi occhi.”
Dopo le sue parole, come se avesse pronunciato una formula magica, l’uovo, candido come neve, si fece porpora come sangue e luce di fuoco che catturò i raggi del sole e inondò il palazzo di un pulviscolo dorato che tutto avvolse. Gli occhi di Tiberio si riempirono di stupore, quelli degli altri di timore. Le lingue tacquero. Né logica, né ragione, potevano spiegare.
“Il Maestro è vivo. La morte non ha più potere su di Lui. Come la nascita rompe il guscio per sbocciare alla vita, la sua resurrezione ha infranto la morte.”
Nel grande salone regnava il silenzio, i più trattenevano il respiro mentre altri si scambiarono sguardi increduli. Lei era rimasta ferma, immobile al centro della stanza, con la sicurezza di chi sapeva di aver reso manifesta una verità che non poteva più essere negata.
Tiberio sentì un fremito in petto come un frullar d’ali nel suo cuore indurito.
“L’ uovo rosso viaggerà attraverso il tempo e lo spazio, porterà ovunque il suo messaggio di speranza e resurrezione” pensò Maddalena allontanandosi dal palazzo con passo leggero.
A Lei era stato affidato il compito di diffondere la lieta novella.
Marziana Monfardini
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Aprile 2026
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