Ancora sulla libertà di stampa

Pubblicato da Daniela il 3 giugno 2010
Non me ne voglia Marziana se sto usando questo blog come una bacheca degli avvisi.
Credo che il titolo potrebbe essere:
AL BANDO L’INDIFFERENZA: CONSAPEVOLEZZA PRIMA DI TUTTO!
E’ necessario rendersi conto del paese in cui viviamo, prendere coscienza di quello che ci accade intorno e REAGIRE.

Ho ricevuto oggi da una carissima amica la notizia che segue come “Documentazione diffusa dal Coordinamento Provinciale Veronese degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani”. Spero che qualcuno mi smentisca clamorosamente.
Il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d..L. 733) tra gli altri con un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC) identificato dall’articolo 50-bis: /Repressione di attivita’ di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet/;
la prossima settimana Il testo approdera’ alla Camera diventando l’articolo nr. 60.
Il senatore Gianpiero D’Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo e cio’ la dice lunga sulla trasversalita’ del disegno liberticida della”Casta”.
In pratica in base a questo emendamento se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog a disobbedire (o a criticare?) ad una legge che ritiene ingiusta, i /providers/ dovranno bloccare il blog.
Questo provvedimento puo’ far oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all’estero; il Ministro dell’Interno, in seguito a comunicazione dell’autorita’ giudiziaria, puo’ infatti disporre con proprio decreto l’interruzione della attivita’ del blogger, ordinando ai fornitori di connettivita’ alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.
L’attivita’ di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore; la violazione di tale obbligo comporta per i provider una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000.
Per i blogger e’ invece previsto il carcere da 1 a 5 anni per l’istigazione a delinquere e per l’apologia di reato oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni perl’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’odio fra le classi sociali.
Con questa legge verrebbero immediatamente ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta!
In pratica il potere si sta dotando delle armi necessarie per bloccare in Italia Facebook, Youtube e *tutti i blog* che al momento rappresentano in Italia l’unica informazione non condizionata e/o censurata.
Vi ricordo che il nostro e’ l’unico Paese al mondo dove una /media company/ ha citato YouTube per danni chiedendo 500 milioni euro di risarcimento.
Il nome di questa /media company/, guarda caso, e’ Mediaset
Quindi il Governo interviene per l’ennesima volta, in una materia che, del tutto incidentalmente, vede coinvolta un’impresa del Presidente del Consiglio in un conflitto giudiziario e d’interessi.
Dopo la proposta di legge Cassinelli e l’istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovra’ presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al “pacchetto sicurezza” di fatto rende esplicito il progetto del Governo di /normalizzare/ con leggi di repressione internet e tutto il istema di relazioni e informazioni sempre piu’ capillari che non si riesce a dominare.
Tra breve non dovremmo stupirci se la delazione verra’ premiata con buoni spesa!
Mentre> negli USA Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet in> Italia il governo si ispira per quanto riguarda la liberta’ di stampa alla Cina e alla Birmania.
Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati il blog Beppe Grillo e la rivista specializzata Punto Informatico.

Un commento su “Ancora sulla libertà di stampa”

  1. Anonimo Anonimo ha detto…
    Il tuo articolo mi ha indotto a cercare su internet notizie sull’emendamento per la “censura” di internet.
    Sul sito della STAMPA c’è un video dove compare una donna imbavagliata con la bandiera degli Stati Uniti. Perchè non è stata usata la bandiera della Repubblica Popolare Cinese, da te citata come massimo livello di censura dei ciber media?
    Angela

    25 settembre 2010 18:28

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