IL LATO OSCURO DELLE STORIE

IL LATO OSCURO DELLE STORIE – JONATHAN GOTTSCHALL

L’essere umano è l’animale che racconta storie. Questa è l’originale metafora usata nel libro “L’istinto di narrare” da Jonathan Gottschall. Le storie fanno vivere a ogni persona migliaia di vite, modellano la struttura sociale, da bambini ci preparano alla vita adulta.

Ma le storie hanno anche un lato oscuro.

In questo nuovo libro, uscito nel 2022, Gottschall si chiede se le storie potrebbero anche essere la causa della nostra distruzione. Esplora come e perché l’essere umano sia affascinato maggiormente dalle narrazioni che trattano il male, la violenza e gli aspetti inquietanti della nostra natura. Indaga il potere della narrativa, mostrando come le storie che mettono in scena il lato oscuro non siano solo riflesso delle nostre paure e insicurezze, ma anche strumenti per dare senso a esperienze traumatiche

Utilizzando un approccio multidisciplinare che spazia dalla psicologia evolutiva, alla critica letteraria e alle neuroscienze, il libro esamina come la nostra attrazione per l’oscurità possa avere una funzione adattiva. In altre parole, narrare e confrontarsi con il male e la violenza può aiutarci a gestire, comprendere e persino trasformare quegli aspetti profondamente radicati nella nostra natura. In questo modo, il saggio non si limita a mostrare il lato oscuro, ma ne rivela anche il ruolo nel modellare la nostra cultura e i comportamenti.

L’integrazione dei concetti di psicologia, evoluzione e narrativa, offre al lettore un testo che va oltre l’intrattenimento per diventare specchio delle paure e dei desideri nascosti dell’essere umano.

L’aspetto più critico che l’autore pone in evidenza è il rischio che le storie ci influenzino al punto da orientarci verso il male e che non siano semplici intrattenimenti. Per Gottschall esiste il rischio che l’esposizione continua a narrazioni che glorificano o esaltano il male possa influenzarci fino a orientare i nostri comportamenti verso percorsi negativi. Se da un lato, le storie ci aiutano a comprendere e a gestire la complessità della vita, dall’altro, se non siamo consapevoli del loro potere, possono fungere da modello per comportamenti devianti fino a giustificare l’oscurità interiore.

In sostanza, secondo Gottschall le storie sono un’arma a doppio taglio: il potere trasformativo della narrativa è innegabile, ma proprio per questo va usato e interpretato con attenzione.

Nonostante alcune inevitabili generalizzazioni causate dal tentativo di abbracciare temi così vasti, il tono e lo stile narrativo sono accessibili, a tratti provocatori e in grado di catturare l’attenzione sia degli addetti ai lavori che di un pubblico più vasto.

Ho trovato molti passaggi interessanti, ne riporto alcuni:

“Una narrazione è semplicemente un modo particolarmente accattivante di strutturare un’informazione.”

“Le storie modellate sono strumenti che costituiscono senso.”

“Il trasporto narrativo è uno stato mentale che produce effetti persuasivi duraturi senza che vi sia un’attenta valutazione e argomentazione. In altre parole, i narratori capaci aggirano per vie traverse i processi cerebrali che filtrano e valutano le affermazioni; possono impiantare informazioni e credenze – spesso molto forti – senza che la persona compia alcuna verifica razionale.”

“Noi invece ascoltiamo le argomentazioni basate sui fatti con le difese in allerta. Siamo critici e sospettosi, specialmente quando queste argomentazioni vanno contro le nostre convinzioni.”

“La narrazione trasparente non ha alcun particolare potere di influenzare il prossimo, ma le narrazioni modellate, sì.”

Il testo conta ben trenta pagine di bibliografia.

Jonaathan Gottschall è docente di inglese presso il Washington and Jefferson College in Pennsylvania. Per Bollati e Boringhieri ha pubblicato ‘L’istinto di narrare, come le storie ci hanno resi umani’.

Marziana Monfardini

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