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Il diritto di contare

Un film che non conoscevo, una storia che nessuno ci ha mai raccontato, La storia di tre scienziate afroamericane, Katherine Johnson, Dortohy Vaughan e Mary Jackson, che lavorarono alla NASA agli inizi degli anni 60 collaborando all’operazione spaziale degli Stati Uniti. L’apporto di queste tre donne afroamericane è stato fondamentale, eppure il racconto della NASA è sempre stato altro, schiera di computer IBM, Huston abbiamo un problema, ma i calcoli che consentirono l’invio dei razzi, la traiettoria intorno alla terra e il rientro furono fatti a mano e con la calcolatrici. Dopo la vista del film mi sono chiesta se sul pianeta esistono ancora persone che sanno maneggiare ‘a mano’ la matematica, mi chiedo se abbiamo ancora menti così brillanti, eccezionali, positive.

http://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/diritto-contare-vera-storia-dietro-film-1764546.html

Il paradosso della piattaforma Rousseau

Premessa:

L’Italia è una repubblica parlamentare e con il voto gli Italiani scelgono i loro rappresentanti.

Dati:

L’obiettivo della piattaforma Rousseau è la democrazia diretta. Ad oggi sembra che gli iscritti siano circa 100.000, fonti 5stelle. Gli aventi diritto al voto in Italia sono circa 51 milioni. Alle politiche 2018 hanno votato circa il 73% degli Italiani, quindi più o meno 36 milioni di Italiani. I 5stelle hanno avuto il 32,6 di consensi, quasi 1/3 dei votanti , circa 11 milioni di voti.

La piattaforma:

sanzionata dal garante, ma non entro nel merito di questo aspetto, quello che mi interessa porre in evidenza è il paradosso per la democrazia.

Il paradosso:

Gli Italiani , con il loro voto, hanno indicato chi tra i 5Stelle avrebbe dovuto rappresentarli. I rappresentanti designati dagli italiani sottopongono le decisioni alla piattaforma Rousseau, dove circa 100.000 persone, ignote, di cui non si conosce nulla, con il loro voto, indicano ai rappresentanti parlamentari , eletti con milioni di voti, le scelte da fare.

Di fatto non sono gli eletti votati dagli Italiani a scegliere e rispondere delle scelte , ma 100.000 persone, che nessuno ha mai ne votato ne eletto, che decidono per tutti e non rispondono a nessuno delle loro scelte

Questo è paradossale, 100.000, accreditati alla piattaforma, ignoti, che non devono rendere conto ad alcuno, di fatto si intestano le scelte dei parlamentari regolarmente eletti, che in questo modo scaricano la responsabilità. La conseguenza è una totale opacità e la mancata assunzione di responsabilità , oltre alle conseguenze sullo stato democratico che questo implica.

della pazzia

La scorsa settimana ho guardato un film: Wall Street, il denaro non dorme mai di Oliver Stone. Prima della fine del film una voce narrante si chiede:
“cos’è la pazzia” ?
e poi si risponde:
“la pazzia è ripetere lo stesso comportamento, aspettandosi un risultato diverso”
La critica ha lodato il film, io non l’ho trovato entusiasmante, ma quando ho sentito questa definizione della pazzia, ho esclamato: valeva la pena di vedere il film solo per questo.

Mai ho sentito definizione più calzante della pazzia, che non è ovviamente la pazzia patologica, ma è la pazzia che avvolge gran parte della società contemporanea. In verità la voce narrante continuava sostenendo che tutti ne siamo affetti, fortunatamente in momenti diversi.

Chi paga e chi evade le tasse in Italia?

Testimonianza di eventi recenti. Un paio di mesi fa un muratore ha fatto un piccolo lavoro in casa mia, dopo qualche giorno è passato per il pagamento. Cento euro, mi ha detto, niente fattura, niente scontrino, data l’entità dell’importo non ho detto nulla e ho pagato .

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Stelline, like ed emoticons

Qualche settimana fa, ho letto sull’Espresso, l’articolo dal titolo “E tu quante stelline vali” , è partito in Cina il primo esperimento di rating delle persone, l’articolo completo si puo’ leggere al seguente link.

http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2019/01/16/e-tu-quante-stelline-vali/

Forse i più giovani non ricordano la rete senza l’armamentario di like e dislike , ma i meno giovani, come me, sicuramente si. Ricordo anche perchè si inizio a farne uso nei forum , evitare di riscrivere gli stessi contenuti. Sembrò un’ idea geniale.

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Il Manifesto della comunicazione non ostile

Il Manifesto della comunicazione non ostile! #ParoleOstiliFirmalo anche tu! paroleostili.com/firma-manifesto/

Pubblicato da Parole O_Stili su venerdì 17 febbraio 2017